
La legalizzazione delle droghe è un tema molto discusso che riguarda la salute pubblica, la sicurezza e le libertà individuali. Consiste nel rendere legali produzione, vendita e consumo di alcune sostanze oggi proibite. Chi è favorevole sostiene che la regolamentazione ridurrebbe il mercato nero e permetterebbe controlli sanitari più efficaci; chi è contrario teme invece un aumento del consumo e delle dipendenze, soprattutto tra i giovani. Alcuni Paesi hanno adottato politiche più permissive, come il Portogallo, che ha depenalizzato l’uso personale, e il Canada, dove la cannabis è legale.
Il Cannabis Act del 2018 in Canada legalizza il possesso e l’utilizzo di cannabis fino a 30 grammi, diventando così il secondo paese a legalizzarne la vendita. Il governo canadese ha reso legale la cannabis per controllarne la produzione, distribuzione e vendita; questo però ha portato a un incremento del consumo di questa droga tra i giovani e a un calo dei sequestri di piante di cannabis.
La provincia canadese British Columbia, a partire dall’ultima settimana di gennaio del 2023, oltre a legalizzare la cannabis ha autorizzato il possesso, fino a 2,5 grammi, di droghe pesanti come cocaina, eroina, morfina, anfetamina e fentanyl. Giusto per avere chiarezza, a un uomo bastano 0,002 grammi di fentanyl per andare in overdose e la quantità permessa dalla BC è in grado di uccidere 17,5 elefanti adulti! La provincia ha attuato un triennio di “prova”, dove il governo ha analizzato l’incremento o meno dei casi di overdose: a fine gennaio 2026 la raccolta dati ha mostrato una netta crescita di casi e il possesso di droghe pesanti è diventato illegale di nuovo.
Le persone che si fanno di droghe pesanti sono spesso più vulnerabili e tendono a nascondersi, consumare da sole e a non cercare aiuto per paura di arresti o precedenti penali. Pertanto l’obiettivo era facilitare l’accesso ai servizi sanitari e di supporto. Con il covid si sono raggiunti i tassi massimi di vittime, con una media di morti di overdose attorno alle 4600 persone tra il 2021-2022 che, su una popolazione di 5,5 milioni, sono circa una persona su 2390. Dopo la depenalizzazione, tra il 2023 e il 2024, si sono registrate attorno alle 5000 morti da overdose, e un aumento del 5% dell’utilizzo di droghe pesanti, anche se il numero di persone a contatto con droghe tossiche è rimasto attorno ai 225000 dal 2020. Nel 2025 però si può notare un forte calo delle morti da overdose, 1826 morti ovvero il 21% in meno.
La realtà che però noi abbiamo riscontrato, sia confrontandoci con i nostri host-parents, sia con i nostri occhi, è diversa: ci hanno raccontato che dopo la depenalizzazione il tasso di drogati è aumentato notevolmente, creando disordine e rendendo addirittura dei piccoli quartieri inaccessibili alle persone: facevano uso di sostanze all’aperto, nei bagni pubblici c’erano cestini appositi per depositare le siringhe usate, intere vie, ormai prese d’assalto dai drogati, hanno visto chiudere i negozi. I drogati di fentanyl, spesso chiamati zombie, a causa degli effetti della droga sulle loro capacità mentali e fisiche, spesso non si vogliono fare aiutare ini centri appositi, ma preferiscono vivere in comunità ai limiti del civile. Per noi ragazzi è stato complicato adattarci, soprattutto in downtown (centro città), in quanto queste persone sono invadenti e si trovano dappertutto, sia nei fast food o che nei parchi, commettono ruberie verso i minori e le persone più fragili: coloro che vivono in Canada descrivono la situazione come un incubo, che non sembra avere una fine.
Bianca Gorlato e John Manigrasso, 4DL
